Se il tuo cane ogni tanto fa le feci un po’ molli ma è vivace, mangia e gioca come sempre, di solito non c’è da allarmarsi. Può capitare.
Il discorso cambia quando questa cosa succede spesso, o va avanti per giorni. In quel caso, prima di correre a comprare un altro sacco di crocchette, vale la pena fermarsi un attimo. La causa non sta sempre nell’alimentazione, e cambiare cibo senza una diagnosi serve solo a confondere le acque.
Feci molli o diarrea?
Le feci molli hanno ancora una forma: sono morbide, si raccolgono a fatica e lasciano il segno sull’erba. La diarrea invece è liquida o quasi, e di solito il cane evacua più spesso del solito.
Qualche giorno di feci molli in un cane che sta bene non deve preoccupare. La diarrea invece, se dura più di un giorno o due o se c’è dell’altro, va fatta vedere al veterinario. Se è questo il tuo caso, ne parlo meglio nell’articolo sulla diarrea nel cane.
Come descriverle senza giri di parole
Quando un proprietario mi dice «sono un po’ molli», in realtà non mi sta dicendo molto. Quello che per te è un po’ molle, per un altro può essere quasi normale.
Per questo uso un metodo oggettivo, il Fecal Score, che va da 1 a 5, dalle feci troppo dure e secche a quelle liquide. Quelle che vogliamo vedere stanno nel mezzo: formate, compatte, che si raccolgono senza lasciare traccia.
Il consiglio che do sempre è tenere un piccolo diario per una settimana dove segnare:
- la consistenza, con il punteggio della scala FS;
- quante volte ha evacuato;
- se ti sono sembrate più abbondanti del solito;
- se c’era muco;
- cosa ha mangiato, extra compresi.
Bastano due righe al giorno. Ma quando ci sentiamo, la differenza tra «mi sembra che…» e «cinque giorni su sette erano così» è enorme.
Quando la causa è nella ciotola
Nella maggior parte dei cani che vedo per feci molli il problema non è un cibo «sbagliato», ma il modo in cui viene gestita l’alimentazione nel suo insieme. Le situazioni più frequenti sono queste:
- il cambio di cibo fatto in un giorno o due, invece che in una settimana;
- porzioni più abbondanti del necessario (succede più spesso di quanto si pensi, anche perché le dosi scritte sul sacco sono solo indicative);
- gli extra. Biscotti, masticativi, premietti, il pezzetto dalla tavola, presi uno alla volta sembrano niente, a fine giornata possono essere tanti;
- uno snack o un masticativo nuovo, preso al volo al supermercato;
- una sensibilità di quel cane a qualche ingrediente.
Detto questo, la ciotola non spiega tutto. Lo stress, i parassiti, un’infezione, alcuni farmaci (gli antibiotici per primi) o una malattia dell’intestino o di altri organi possono dare esattamente lo stesso sintomo.
Perché cambiare crocchette ogni settimana non aiuta
Lo capisco benissimo: vedi le feci molli e la prima cosa che ti viene in mente è cambiare cibo. Poi non va, e ne provi un altro. E poi un altro ancora.
Il guaio è che così l’intestino non ha mai il tempo di abituarsi, e tu non riesci più a capire cosa funziona e cosa no. Ogni cambio aggiunge una variabile, invece di toglierne.
Quando un cambio serve davvero, va fatto con calma. Questo è lo schema che uso di solito:
| Giorni | Cibo vecchio | Cibo nuovo |
|---|---|---|
| 1–2 | 75% | 25% |
| 3–4 | 50% | 50% |
| 5–6 | 25% | 75% |
| dal 7 | 0% | 100% |
Con un cane delicato allungo anche a due o tre settimane. E durante il passaggio niente snack nuovi: se qualcosa va storto, devi sapere da dove arriva. Tutti i dettagli li trovi nell’articolo sul cambio di dieta nel cane.
Se vuoi che il passaggio e le quantità siano calcolati sul tuo cane, è quello che faccio nella consulenza per il cane sano.
Fibre, microbiota e probiotici
Nell’intestino del cane vive una popolazione enorme di microrganismi, il microbiota. Lo aiuta a digerire, lavora con il sistema immunitario e tiene a bada i batteri dannosi. È anche piuttosto sensibile, cambia con l’età, con quello che il cane mangia, con lo stress e con alcuni farmaci, soprattutto gli antibiotici.
Mi chiedono spesso se la zucca cotta o le carote aiutano. Portano fibre che l’intestino usa bene, quindi possono dare una mano, ma sono un’aggiunta, non una cura.
E i probiotici? In alcuni casi sono utili, però non sono tutti uguali: meglio sceglierli con il veterinario. E comunque non sostituiscono la ricerca della causa.
Quando non aspettare
Quando è meglio interrompere l’osservazione e chiamare subito il veterinario?
- vedi sangue nelle feci;
- il cane vomita, ha febbre, mal di pancia o è giù di tono;
- non mangia o ti sembra disidratato;
- la diarrea va avanti da più di 24–48 ore;
- è un cucciolo, un cane anziano o un cane che ha già altre malattie.
Qui la priorità è capire cosa sta succedendo. Alla dieta si pensa dopo.
Come lavoro quando le feci molli tornano
Quando un cane ha feci molli che vanno e vengono, parto sempre dalla sua storia: cosa mangia oggi, cosa ha mangiato prima, quante volte è stato cambiato il cibo, gli extra, gli esami e le terapie. Molto spesso, mettendo in fila questi pezzi, il quadro si chiarisce da solo.
Se il tuo cane ha sintomi o una diagnosi, possiamo partire da un colloquio di orientamento di 10 minuti, gratuito: guardo storia, esami e terapie e ti dico se l’alimentazione può aiutare. Non è una visita e non comprende un piano alimentare: serve a capire insieme se ha senso andare avanti.
- Questionario di circa 5 minuti
- Breve chiamata di verifica
- Piano scritto con quantità, eventuali integrazioni e passaggio
Domande frequenti
Se capita ogni tanto ed è vivace, mangia e beve come sempre, di solito no. Se succede spesso o va avanti per giorni, tieni un diario per una settimana (consistenza, quante volte, cosa ha mangiato) e parlane con il tuo veterinario.
No. Prima guarda extra, quantità e cambi recenti. Cambiare cibo di continuo aggiunge confusione e può peggiorare le cose. Se un cambio serve, fallo in modo graduale, in almeno una settimana.
La zucca cotta, senza buccia, semi e condimenti, porta fibre utili all’intestino. Può aiutare, ma non è una cura: se le feci restano molli, bisogna capire perché.
Subito se ci sono sangue, vomito, febbre, abbattimento o segni di disidratazione, se la diarrea dura più di 24–48 ore, o se si tratta di un cucciolo, di un cane anziano o di un cane con altre malattie.
Le informazioni di questo articolo sono generali e non sostituiscono una visita veterinaria. Se il tuo cane ha sintomi, fallo visitare.







