Hai deciso di passare dalle crocchette alla dieta casalinga, o ci stai pensando seriamente? A questo punto il problema non è trovare informazioni visto che se ne trovano fin troppe e spesso si contraddicono. Chi dice che le crocchette fanno male, chi dice che il cibo casalingo è pericoloso, chi propone ricette miracolose e chi le smonta un’ora dopo.
Sono un medico veterinario e mi occupo di nutrizione clinica del cane. In questo articolo parleremo di come fare il passaggio senza sbagliare i primi passi. Vedremo da dove conviene partire, lo schema di transizione giorno per giorno, gli errori che vedo più spesso in ambulatorio e i segnali che ti dicono se stai andando nella direzione giusta.
Una premessa: quello che leggi qui vale per un cane adulto sano. Cuccioli, femmine in gravidanza o allattamento, cani anziani o con una patologia hanno esigenze diverse (ne parlo più avanti).

Dalla crocchetta al cibo fatto in casa
La guida completa per migliorare la dieta del tuo cane, passando dalle crocchette al cibo fatto in casa.
Scopri di più →Cosa guadagni davvero con la dieta casalinga
La dieta casalinga, se fatta bene, porta vantaggi concreti: sai esattamente cosa mangia il tuo cane e puoi adattare il pasto a lui, senza compromessi.
Nessuno di questi vantaggi arriva da solo. Una dieta casalinga improvvisata non è meglio di una crocchetta mediocre, anzi, forse è pure peggio. Se vuoi il quadro completo su ingredienti, dosi e limiti, lo trovi nella mia guida alla dieta casalinga per cani
Prima di cambiare: parti dal tuo cane, non dagli ingredienti
Prima ancora di accendere i fornelli, scrivi su un foglio cinque dati: peso attuale, peso ideale, età, livello di attività e stato di salute. Tutto il resto dipende da questi parametri.
Per un cane adulto sano, un punto di partenza ragionevole è il 2–3% del peso corporeo ideale al giorno: verso il 2% se è sedentario, verso il 3% se è molto attivo. Un cane da 20 kg, per esempio, parte da circa 400–600 g al giorno.
È una stima, non una prescrizione. Il vero indicatore è il peso nel tempo: se ingrassa riduci, se dimagrisce aumenti. Inoltre procurati una bilancia da cucina: dosare a occhio è uno degli errori più frequenti, e quasi sempre si sbaglia in eccesso.
Lo schema di transizione in 10 giorni
Il passaggio dalle crocchette al cibo casalingo non si fa in un giorno. L’intestino ha bisogno di tempo per abituarsi: cambiare tutto di colpo significa, quasi sempre, diarrea. La transizione graduale non è un’opzione, è l’unica strada.
Questo è lo schema che uso con i cani adulti sani:
| Giorni | Cibo casalingo | Crocchette |
|---|---|---|
| 1–3 | 25% | 75% |
| 4–6 | 50% | 50% |
| 7–9 | 75% | 25% |
| Dal 10° giorno | 100% | — |
Se ti accorgi che la qualità delle feci peggiora, non andare avanti, fermati qualche giorno in più sulla stessa proporzione. Rallentare non è un passo indietro!
Se le feci restano molli anche dopo aver rallentato o compaiono altri segnali come vomito o un calo di energia, fermati e fai valutare il cane dal tuo veterinario di fiducia. Qui trovi un approfondimento sulla diarrea nel cane.
Cosa metti nel 25% di cibo casalingo dei primi giorni? Nella guida gratuita trovi le proporzioni del piatto, gli ingredienti da scegliere e tre formulazioni con le dosi per cani da 10 e 20 kg.

Dalla crocchetta al cibo fatto in casa
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Scopri di più →Gli errori più comuni quando si abbandonano le crocchette
In consulenza li vedo ogni settimana, quasi sempre commessi da persone attente e in assoluta buona fede. Questi sono i tre che fanno più danni proprio nella fase del passaggio:
- Usare «carne e riso» come dieta definitiva. Carne e riso vanno benissimo per qualche giorno, ma non sono una dieta completa, mancano il calcio, gli acidi grassi essenziali e buona parte dei micronutrienti. Portati avanti per mesi, creano carenze nutrizionali reali.
- Dimenticare il calcio. La carne è ricca di fosforo e povera di calcio. Senza un’integrazione corretta il rapporto tra i due si sbilancia e nel tempo si possono fare danni. È il nutriente più trascurato nelle diete casalinghe fai-da-te.
- Cambiare dieta di colpo. Passare dalle crocchette al fresco in un giorno significa quasi sempre diarrea. Lo schema qui sopra esiste per questo.
Attenzione anche agli alimenti tossici. Cipolla e aglio, uva e uvetta, cioccolato, xilitolo, avocado e ossa cotte non devono mai finire nella ciotola, nemmeno in piccole quantità. Trovi la lista nella guida PDF, insieme agli altri cinque errori.

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Scopri di più →Come capire se il passaggio sta funzionando
Non devi aspettare mesi. Il corpo del tuo cane te lo dice abbastanza in fretta, se sai dove guardare: feci, peso, pelo, pelle ed energia. Annotali, anche solo in una nota sul telefono.
- Feci. Sono il primo segnale e cambiano nel giro di pochi giorni. L’obiettivo sono feci ben formate, morbide e umide, che si raccolgono pulite.
- Peso e forma del corpo. Sulla scala del Body Condition Score (BCS), da 1 a 9, l’obiettivo è 4,5 o 5: costole che si sentono senza premere, vita visibile dall’alto, addome leggermente retratto visto di lato.
- Pelo, pelle ed energia. Pelo spento, prurito ricorrente, apatia o al contrario irrequietezza insolita sono segnali da non ignorare.
Le scale complete, con la descrizione di ogni punteggio da 1 a 9 e da 1 a 5, e i nove segnali che non dovresti vedere li trovi nella guida gratuita. SCARICA LA GUIDA
Un segnale isolato può non significare nulla. Se si ripete, o se ne compaiono più d’uno insieme, è il momento di fermarsi e far valutare la situazione. Ne parlo più a fondo in come capire se stai dando il cibo giusto al tuo cane.
Perché una guida non basta per sempre
Tutto quello che hai letto ti serve per iniziare in modo consapevole. Ma non è una prescrizione nutrizionale.
Una dieta casalinga davvero completa si costruisce sul singolo cane: peso, età, attività, stato di salute, terapie, esami. E va integrata: anche il piatto costruito meglio è quasi sempre carente di calcio e di alcuni micronutrienti, e le dosi giuste dipendono dal cane che hai davanti, non da una regola generale.
Il punto delicato è che una dieta sbilanciata non dà segnali immediati. Un cane con una carenza di calcio non smette di mangiare e non zoppica il giorno dopo. Sta benissimo, finché non arrivano gli esami o il primo problema ortopedico. Gli errori nutrizionali non fanno rumore: si accumulano in silenzio e presentano il conto dopo.
Non te lo scrivo per spaventarti. È la differenza tra dare da mangiare al tuo cane e nutrirlo.
Da dove partire con il tuo cane
La domanda adesso non è più «come si fa», ma «da dove parto io, con il mio cane?». La risposta dipende da una cosa sola, se il tuo cane è in salute o se ha una patologia in corso.
- Il tuo cane è sano. Se vuoi passare dalla guida a un piano costruito su di lui, compili un questionario online, ci sentiamo in videochiamata e ricevi il piano nutrizionale personalizzato: fabbisogni, ingredienti, dosi e integrazione.
- Il tuo cane ha una patologia, o hai il sospetto che ce l’abbia. Insufficienza renale o epatica, allergie e intolleranze, sovrappeso importante, terapie in corso: qui non esiste una formula generica. Ti offro un primo orientamento gratuito di dieci minuti: mi racconti il caso e ti dico con chiarezza se e come si può intervenire con la nutrizione.
Trovi entrambi i percorsi nella pagina della consulenza nutrizionale per cani. Se non sai in quale rientri, prenota il primo orientamento: è gratuito proprio per questo.
Scarica la guida PDF gratuita sulla dieta casalinga
In questo articolo hai visto quando e come fare il passaggio. Nella guida «Dalla crocchetta al cibo fatto in casa» trovi cosa mettere nella ciotola, e in che quantità:
- come comporre il piatto: le proporzioni tra proteine, carboidrati, verdure, grassi e calcio;
- quali ingredienti scegliere per ogni categoria e come cucinarli;
- tre formulazioni di base, con le dosi per cani da 10 e 20 kg;
- le scale BCS e Fecal Score complete, per valutare il tuo cane a casa;
- i nove segnali che ti dicono che qualcosa non va;
- la lista completa dei 13 alimenti che non devono mai finire nella ciotola.
Sono 22 pagine e si leggono in venti minuti.

Dalla crocchetta al cibo fatto in casa
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Scopri di più →Domande frequenti
Quanto dura il passaggio dalle crocchette alla dieta casalinga?
Con lo schema standard, circa 10 giorni. Se durante la transizione compaiono feci molli, resta qualche giorno in più sulla stessa proporzione prima di andare avanti. Il ritmo lo decide l’intestino del tuo cane, non il calendario.
Posso mischiare crocchette e cibo casalingo?
Durante la transizione sì: è esattamente quello che fa lo schema dei 10 giorni. Tenerli insieme in modo stabile è un altro discorso: la parte casalinga va calcolata tenendo conto delle crocchette, altrimenti si rischia di sbilanciare la dieta o di dare troppo cibo. Mantenere una vera e propria dieta mista invece, è un altro discorso, in quel caso conviene farsi fare i conti da un veterinario nutrizionista.
Quanto cibo casalingo devo dare al mio cane?
Per un cane adulto sano, come punto di partenza, il 2–3% del peso corporeo ideale al giorno. Poi si aggiusta guardando il peso nel tempo: se ingrassa riduci, se dimagrisce aumenti.
Come si conserva il cibo casalingo del cane?
In frigorifero fino a 3 giorni, in un contenitore chiuso. Oltre, congelalo in porzioni singole già pesate e scongelale in frigorifero, mai a temperatura ambiente. Servilo sempre a temperatura ambiente. Cucinare per tre o quattro giorni in una volta sola è ciò che rende la dieta casalinga sostenibile.
Servono integratori nella dieta casalinga?
Sì. Anche il pasto costruito meglio è quasi sempre carente di calcio e di alcuni micronutrienti. Le fonti e le dosi giuste dipendono dal singolo cane: è esattamente il punto in cui serve un professionista.
Attenzione: tutte le informazioni contenute in questo articolo sono indicative e non sostituiscono in nessun modo una visita veterinaria. Per qualsiasi sintomo o condizione particolare, è importante parlarne con il proprio veterinario di fiducia.
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